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Viva l'evasion (N. Villa - E. Presley)
(per ascoltare il brano cliccare sul titolo; per prelevarlo cliccarvi col tasto destro del mouse e poi su "Salva oggetto con nome...")
Oggi presento la canzone dialettale "Viva l'evasion" (testo), che ho cantato sulla base di "One night", vecchio brano di Elvis Presley!
Questo
testo mi è stato senz'altro ispirato da Don
Mascella, cioè dai portatori di pensiero debole che nel 2010 mi fanno
ancora domande sulla mia idea
di organismo sociale, insinuando che in essa manca l'altruismo. Se infatti si
attuasse la triarticolazione dei poteri sociali intesa da Rudolf Steiner,
o il monetarismo di Ezra Pound, come farebbero i meno abbienti a campare? E se
uno nascesse con un handicap che gli impedisce di lavorare come farebbe a vivere
senza il protezionismo di Stato? Come farebbe senza l'Ausl, l'Inps, ecc.? Di
fronte a tali domande mi viene in mente che una volta Steiner rispose
dimostrando che nella triarticolazione sociale ognuno può campare dignitosamente
anche se volesse contare le formiche dalla mattina alla sera anziché lavorare.
Ma a parte questo, che ognuno può andarsi a studiare nel suo libro "I punti
essenziali della questione sociale", su tale questione io parlo da sempre.
Dunque è chiaro che coloro che confutano queste idee lo fanno solo per
screditarle in base a meri pregiudizi bolscevichi. Sono i pregiudizi di gente
molto arretrata. E siccome sono indietro di un secolo occorre avere molta
pazienza... Anche dal 2012 in avanti...
Sul reddito vitale per il diritto universale alla vita (per tutti e non solo per i portatori di handicap; i veri portatori di handicap sono coloro che oggi si stracciano le vesti su questi contenuti solo come "pretesto") ne ho sempre parlato.
Nel web ne parlo dal 1999,
mentre in un certo miserabile forum - miserabile in quanto reputa filosofo ed
eroe chi dice che la filosofia è miseria (K. Marx, "Miseria della filosofia") -
ne parlai come utente per l'occasione difendere un altro utente (nick: Holux)
che quel forum aveva bannato. È da allora che l'avversione in merito a quanto
affermavo perdura in quanto gli odianti non si accorgono di essere deficienti di
pensiero. E come potrebbero accorgersene? Infatti ciò è del tutto regolare
nell'ambito del pensiero debole. Tant'è vero che il primo a screditare le mie
idee (cfr. il messaggio del 06/04/2004 alle ore 09:20:14, intitolato "La
montagna Atlantide di Nereo partorisce il lemure liberista") le ha poi usate
egli stesso con tanto di copyright ("Oltre il lavoro salariato: il reddito di
cittadinanza tra utopia e realtà" Copyright © 2006 Italo Nobile"; si
veda tutta la pappardella alla pag.
http://www.crisieconflitti.it/public/Nobile1.pdf). E costui (nick:
Brunius) è proprio il soggetto che in tale forum considerò le parole di Marx la
solita antiplutocrazia mussoliniana credendo fossero mie (il fatto è raccontato
alla pagina "Marx superstition"; si
veda anche:
http://www.agoravox.it/marx-superstition). Ahahahahaa haa
aha aha ahahna!
Queste cose sono regolari in simili ambiti anche perché il guasto mentale da cui tutta la cultura odierna fa molta fatica ad uscire è un fenomeno necessariamente congiunto con l'incoscienza di esso, in quanto la coscienza s'identifica in toto con la dialettica nella quale esso ha la sua formalizzazione. Solo la sua identificazione potrebbe iniziare la sua guarigione. Ma il becco da tucano (eterna presunzione dei politicanti di destra di sinistra e di centro di essere moralmente ed intellettualmente superiori a coloro che vorrebbero amministrare) impedisce la visione. In tal modo la tenacia analitica dei più intelligenti può arrivare solo a mettere l'imprimatur marxista (o marxiano, o marxianista, bolscevico insomma, e qui sta già la follia) ad un'idea, così che essa non si possa più realizzare se non come mera teoria, pensata eternamente opposta o aliena dalla praxis!
Io preferisco cantare "Viva l'evasion" piuttosto che adeguarmi a questo guasto mentale divenuto alienazione regolare...
Testo di "VIVA L'EVASION"
Ien xè sinquant'an [Son già cinquant'anni]
ch'i volan rifurmè 'l paes [ che vogliono riformare il Paese]
ch'i pèrlan in d'al Parlament [che parlano nel Parlamento]
ch' i 'm volan fè cunteint: [che mi vogliono fare contento:]
par la prutesiòn [attraverso il protezionismo]
i t'obbligan al singiòn [ti obbligano alla cintura di sicurezza]
e i 't metan l'iva in s'al rud [e ti mettono l'anatocismo sulla tassa dell'immondizia]
e te 't mangi pan e spud [e tu mangi pane e sputo].
Ma che sucietè [Ma che bella società]
i fiur ien i siur [i fiori sono i ricchi]
e i povar ien i radisòn [e i poveri sono le radici]
tut i de [e ogni giorno]
t'e sempar lé dadré [sei sempre lì dietro]
a la televisiòn a murbè [alla televisione a blaterare].
Ien xè sinquant'an [Son già cinquant'anni]
ch'at morbi cul rifurmè 'l Paes [che blateri col riformare il Paese]
ch'at morbi in d'al Parlament [che blateri nel Parlamento]
ma me sum mia cunteint [ma io non sono contento]
Ma che sucietè...
S'a 't gh'è mia al singiòn [Se non hai la cintura di sicurezza]
at ciàp subit un bèl multòn [ti prendi subito una grossa multa]
la tasa l'e sensa cunisiòn [la tassa è senza ragione]
Viva l'evasiòn! [Viva l'evasione]
Ognuno è libero di essere deficiente di pensiero come meglio crede nel suo
pensiero debole. È comunque difficile perfino all'uomo ancora non affetto da
tale guasto (e questo vi sia di consolazione per il
Don Mascella di turno)
rendersi conto che "il carattere intrinseco della cultura alla quale si
affida, è riconducibile alla specifica condizione psichica degli intellettuali
in quella impegnati, e sollecita in lui lo stesso male per via dialettico-logica.
Anch'egli in realtà è in pericolo: il guasto è la perdita inconsapevole
dell'autonomia del pensiero rispetto al proprio organo di espressione, il
cervello, e l'inizio di una dipendenza dell'attività razionale dal meccanismo
dei supporti fisici, a sua volta eccessivamente attivato da sollecitazioni
esteriori, senza corrispettiva elaborazione cosciente" (M. Scaligero,
"Tenacia analitica" in "La logica contro l'uomo", Roma, 1967).
Quando inizia tale
inconsapevole alterazione, l'attività concettuale perde il suo potere di sintesi
e la sua capacità d'autonomia, e segue decorsi dialetticamente obbligati, che
assume come sua libera determinazione, mentre essi sono portati a determinazione
da influenze estranee al pensiero: "la perdita del potere sintetico è il
segno tipico del collasso del pensiero, che si tenta compensare con l'efficienza
analitica e la dovizia di apparato critico-bibliografico. Sulla linea del
dialettismo formale, viene scambiata per attività sintetica quella capace di
relazionare espressioni linguistiche, mentre dovrebbe essere la capacità di
avere come sintesi il movimento che si esplica nella relazione. Ma ciò
implicherebbe l'esperienza del concetto, che l'attuale filosofia ha perduta e
ormai neppure concepisce come possibile" (ibid.).
Qualsiasi dialettico o logico, soprattutto in un forum come quello sopraccitato, può operare sintesi formali di discorsi analitici. Ma più che il potere di sintesi del pensiero, lì purtroppo "entra in giuoco la capacità di ricondurre il discorso, mediante operazioni induttivo-deduttive, ai suoi postulati, o enunciati iniziali, oppure finali: movimento automatico nella sua reversibile inferenzialità" (ibid.) che non impegna la vita di pensiero, ma esige, più che autonomia di pensiero o di giudizio critico, meccanica cerebrale: "soprattutto in quanto il pensiero si limita ad esso, trovando in esso il meglio della sua espressione razionale e identificando l'esercizio del conoscere con la prassi fraseologica.
Pervenuti all'enunciato
primo, o a quello finale, da esso non si esce, dato che si è privi di passaggio
concettuale. Ma il percorso che si ritiene così di aver compiuto nell'ambito
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inferenziale è irrilevante dal punto di vista della conoscenza, in quanto manca di coagulazione sintetica: che è dire di senso" (ibid.). Qui sta la follia di Don Mascella, che da cinquant'anni dice di volere le riforme e continua da cinquant'anni a parlarne in parlamento... Senza attuare alcunché ovviamente.
Infatti "la meccanica cerebrale, grazie alla sua natura basalmente fisica, favorisce l'attitudine del pensiero discorsivo a permanere su una linea d'insistenza analitica riguardo al proprio contenuto. Le rivoluzioni e le innovazioni di tale pensiero, infatti, sono sempre esteriori ed astratte, talora violente e distruttive nel loro formalismo, mai sostanziali". |
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Falsa innovazione e falsa rivoluzione sono dunque la fenomenologia dello stato mentale riconducibile all'alterazione funzionale dell'organo del pensiero. Ecco perché poi "il dogmatismo automatico-dialettico della pseudorivoluzione e il dogmatismo tecnologico delle pseudodemocrazie necessariamente si incontrano: per virtù di un'identica visione econometrica del mondo" (ibid.), sempre più malmondato in quanto sempre più amministrato unilateralmente da Don Mascella...
(Don
Mascella sarà forse il titolo per il prossim |
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