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Il servizio di Italia 1 sul signoraggio
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CORPO DEL TESTO: Il servizio di Italia 1 sul signoraggio andato in onda il 1 giugno 2010, h. 22,36 ca. al fine di svelare agli italiani chi sono "i potenti che controllano il denaro", vale a dire "chi guadagna con i nostri soldi", è contraddittorio: da un lato - all'inizio - informa delle malefatte dello Stato e dall'altro - alla fine - propone "più Stato".
Questa è infatti, al termine del servizio, la conclusione del ministro Tremonti come rimedio al male generato dalle politiche statali keynesiane che durano dal 1929.
Un breve riassunto: il servizio inizia dicendo che per la crisi della Grecia "la
comunità europea deve stampare 500 miliardi di euro", e chiedendosi: "Chi stampa
queste banconote? In base a quale controvalore? Non sono forse gli stessi che
hanno causato la crisi?". La sottintesa risposta affermativa è chiara: chi ha
causato la crisi emettendo moneta deve ora, in base alla
medesima ideologia di tale tipo di emissione, emettere altra moneta.
L'ideologia, spiega il conduttore Raz Degan, è quella di J. M. Keynes (1883 -
1946), che nella sua "Teoria generale del lavoro" afferma: "L'interesse è il
denaro. Se manca il denaro, basta crearlo". Semplice no? Il servizio prosegue
spiegando le dinamiche insane di questo interventismo dello Stato che, come un
mandante mafioso, legalizza il proprio "killer", cioè le banche centrali, così
che esse, spiega sempre la trasmissione, hanno in mano il mondo: "non le
democrazie, non le dittature, le ideologie, tanto meno i governi. Solo le
banche". Ne consegue che "l'uomo, per quanto dotato di
coscienza, sarebbe
dunque schiavo di un sistema di cose che non dipendono certo dalla sua buona
volontà, ma dai capricci di ingordi adoratori del dio denaro. Il denaro che
utilizzate non è dello Stato. È di Bankitalia [...] Le quote di partecipazione a
Bankitalia sono per il 94,33% di proprietà di banche private e di
assicurazioni”. Si tratta di S.p.A. private, il cui mero scopo è pertanto quello
del lucro. E ancora: "Il prezzo che si paga alla tipografia per stampare il
denaro è ciò che viene chiamato signoraggio" (perfino le definizioni sono
esatte: "il signoraggio è la differenza tra valore nominale e valore intrinseco
di una moneta"; "il valore nominale di una moneta è il valore numerico impresso
o stampato su di essa"). In base a questo interventismo statale detto
signoraggio - anacronistica denominazione imperialistica dei cesari delle
antiche signorie, che oggi sarebbero insensate poiché Cesare, in clima di
democrazia, dovrebbe essere ogni individuo dell'organismo sociale - "chi stampa
le banconote viene pagato per un valore pari a quello della banconota stessa,
cui si deve aggiungere il lavoro effettuato per realizzarla, oltre al costo del
materiale di cui è composta". Ed il servizio pone esempi precisi: una banconota
da 100 euro costa "allo Stato italiano il valore nominale della banconota,
ovvero 100 euro, più il valore della carta della banconota stessa, ovvero 20
centesimi, oltre il lavoro per realizzarla, circa un euro. Il tutto per 101 euro
e venti centesimi [...] 100 euro + 0,20 euro + 1 euro = 101,2 euro. È chiaro che
in questo modo il debito pubblico sale senza essere mai saldato".
Soluzione
politica proposta: la statalizzazione delle banca emittente previa eliminazione
del governatore della banca centrale europea. Ma come può essere pensata come
plausibile una simile soluzione se furono le politiche dello Stato stesso a
legalizzare il malaffare? Come si può ancora pretendere di far credere che lo
Stato sia costituito dagli individui dell'organismo sociale? Qui siamo ancora a
Marx: "il proletario si servirà del suo dominio politico per strappare alla
borghesia tutto il capitale e per accentrare tutti gli strumenti nelle mani
dello Stato, vale a dire del popolo stesso..." (K. Marx, manifesto dei
comunisti).
Ma lo Stato non è il "popolo stesso"! Lo Stato è lo Stato e il
popolo è il popolo! Quale popolo è stato informato delle
politiche interventiste keynesiane adottate per creare il debito che non esiste?
A chi del popolo fu chiesto di approvare tali politiche? A quale individuo dello
Stato è stato chiesto se passare o no alla moneta unica? Quando mai è stato
votato per questa o per quella politica fiscale? Lo Stato è solo un
incartamento. E oggi questo incartamento si è incartato da sé, mostrando le sue
vere dinamiche: è da sempre gestito da un comando centrale, che non è affatto il
popolo, anche se chi comanda viene eletto da un tonnellaggio prevalente di carne
popolare. Pertanto lo Stato non è il popolo! La trasmissione di Italia 1 sul
signoraggio afferma infatti "Nessuno che ci dice di chi è la moneta all'atto
dell’emissione. E allora non si può sapere chi è il creditore e chi è il
debitore". Di fatto, lo Stato non lo dice perché non può farlo in quanto se dice
che la moneta non è della banca emittente ma dello Stato in quanto popolo,
allora sarebbe costretto a dire che il debito pubblico, cioè del pubblico, del
popolo, non esiste. Ed allora? L'alternativa "che possiamo proporre al nostro
pubblico" sarebbe la dichiarazione di proprietà della "moneta in favore di tutti
i cittadini e di tutti gli Stati che compongono l’Europa"?
Non di tutti
gli Stati, bensì di tutti i popoli casomai. Qui l’avv. Pimpini, interpellato da
Raz Degan, si sbaglia in quanto è ancora illuso dall’illusione statalista che lo
Stato sia il popolo! Tutto il resto che dice è giusto: "La banca centrale è una
mera tipografia. Non può diventare proprietaria della moneta. Oggi invece è
proprietaria della moneta [...] L’euro è moneta-debito",
ed è stata resa indiscutibile dato che "c’è una norma nel trattato di Maastricht
che impedisce agli Stati di contestare quello che dice il governatore della
banca centrale"! Ma Maastricht e l'UE stessa non sono altro che un Superstato, espressione
della
mafiosa metastasi degli Stati e reincarnazione dell'URSS. Dunque dobbiamo cadere
dalla padella nella brace statalizzando Bankitalia? Ma non si avverte in ciò la
chiara tautologia metastatica? Dunque la soluzione non può essere lo Stato (chi
ci crede più?) ma il free banking: ognuno, ogni partito, ogni movimento stampi e
proponga la propria moneta. L'individuo poi sceglierà quella che reputerà più
conveniente. Personalmente se dovessi scegliere ora,
sceglierei la moneta del movimento libertario anche se nelle fila libertarie
vige ancora troppa ideologica etica del lavoro in cui non credo, in quanto io
non ho mai lavorato ed ho sempre considerato il mio lavoro (di musicista) come
un divertimento. Credo pertanto che ci voglia non solo il free banking ma un
conseguente reddito di base incondizionato (dal lavoro) dalla nascita alla
morte, per tutti, poggiante sul rapporto fra rendita agraria e minimo vitale,
argomento scientifico spirituale della triarticolazione dell'organismo sociale
proposta a suo tempo da Rudolf Steiner come soluzione reale alla questione
sociale del 1919. Solo da qui è possibile ripartire. Non da altro.
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