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Muro d'Europa (N. Villa - J. Brown)
(per ascoltare il brano cliccare sul titolo; per prelevarlo cliccarvi col
tasto destro del mouse e poi su "Salva oggetto con nome...")
Questa canzone mi è stata ispirata dalla poesia "Codice" di Michele Luongo, che dedico a Kirillov, ad Argo, e a tutti i poeti del mondo...
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Vattene via da me. Vade retro Europa, reincarnazione dell'URSS, tu sei solo tradimento dei miei sogni, che portavo con me. Ma da quando è giù il muro, quel muro di Berlino, nuovo muro sei: muro di Maastricht. Per altri disastri di una vecchia puttana. Vattene via, via, via, via, da qui. Io non ti voglio, Unione Europea, perché camorra, mafia, ndrangheta tu sei, e tutti stiamo perdendo. Sei uguale ai soviet, |
con interessi di potere, stesse distrazioni, stessa vergogna, fondazioni... E ora si fonde comunismo e fascismo, che sono terrorismo. Vattene via da noi, dai bambini. Fabbrica di sorrisi? Di sepolcri imbiancati! Ghiaccio! È di ghiaccio il tuo cuore. Vai via. Vai via di qui. Non sei tu la mia patria. Non sei. Non sei la mia patria.
Fonte: La Redazione di Via Cialdini
Stiamo perdendo tutti. Si affossano i valori,
si calpesta la dignità, si disperdono i sogni …
Camorra Ndrangheta
Cosa Nostra Cosa loro
Non lasciano sognare
Rapinano la Libertà
Servizi Pi Due
Più fondi meno luce
Terrorismo
Interessi di potere!
Fascismo Comunismo
Un po’ per uno
Non fa male a nessuno
Ma né ferro né sangue
Nord Sud
Strutture
Distrazioni
V e r g o g n a !
Tangentopoli, Malaffare
Corruzione e corrotti
Né morale né ideali
Ora si fonde Fondazioni
Senza la trasparenza la politica è solo interesse di parte. La democrazia senza rispetto, senza regole è una maschera del potere.
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L'obbrobrio decerebrato, come ad esempio la neoliturgia berlusconiana del giuramento di fedeltà recitato in coro da pecoroni supernoise, è figlio dell'Urss. Fascismo e comunismo mescolati insieme, sono la neopiazza rossa da operetta... Sono neovangelo keynesiano da studio televisivo... Con ciò i super uomini del rumore (supernoise, appunto, vedi anche la bravata pre-elettorale di Calderoli nel bruciare fuffa) non fanno che lottare contro colei che considerano Madre Patria... In realtà questi super rossi figli di vacca (considero Berlusconi un comunista) riescono a mungere la loro madre fino a distruggerla, perché hanno capito che essa è un'istituzione occulta poggiante su società a responsabilità limitata in cui la carta e l'astratto predominano sulla carne e sul concreto...
Il
seguente scritto di
Paul Belien è del 27 febbraio 2006:

Ex dissidente sovietico: "La UE sta diventando uno stato di polizia"
Vladimir Bukovsky, un ex dissidente sovietico di 63 anni, teme che Unione Europea stia trasformandosi in un'altra Unione Sovietica. In un discorso tenuto a Bruxelles la scorsa settimana Bukovsky ha definito l'UE un “mostro” che deve essere abbattuto al più presto, prima che si trasformi in un vero e proprio stato totalitario (nella foto: Bukovsky e Belien).
Bukovsky ha fatto visita al Parlamento Europeo quest’ultimo giovedì, a seguito
dell'invito del Fidesz, il maggior partito di opposizione ungherese. Il Fidesz,
componente del gruppo Democratico Cristiano Europeo, aveva invitato l'ex
dissidente sovietico dall'Inghilterra, dove vive, in occasione del cinquantesimo
anniversario della rivolta ungherese del 1956. Dopo l ’incontro in mattinata con
gli ungheresi, Bukovsky nel pomeriggio ha tenuto un discorso in un ristorante
polacco ubicato in Trier straat, nei pressi della sede del Parlamento Europeo,
dove in passato aveva già tenuto un altro discorso a seguito dell’invito del
Partito per l'Indipendenza del Reno Unito, di cui è un attivista.
Nel suo discorso Bukovsky ha fatto riferimento a documenti classificati
rinvenuti negli archivi segreti sovietici che ha potuto visionare nel 1992.
Questi documenti confermerebbero l'esistenza di una “cospirazione” col fine di
trasformare l’Unione Europea in una entità statuale di tipo socialista. Ero
presente alla riunione ed ho registrato il suo discorso, la cui trascrizione è
riportata di seguito. Inoltre ho avuto l’occasione di fargli una breve
intervista. Anche la trascrizione dell’intervista è riportata di seguito.
L'intervista sull’Unione Europea è stata bruscamente interrotta perché Bukovsky
aveva altri impegni. Vladimir Bukovsky l’avevo già intervistato venti anni
prima, nel 1986, quando l'Unione Sovietica, il primo “mostro” che così
coraggiosamente aveva combattuto, era ancora vivo e vegeto.
Bukovsky è uno degli eroi del ventesimo secolo. Da giovane aveva denunciato
l'uso del ricovero psichiatrico coatto dei prigionieri politici nell’ex URSS
(Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1917-1991) ed è stato per ben
dodici anni (dal 1964 al 1976), e cioè dall’età di 22 anni all’età di 34, nelle
prigioni sovietiche, in campi di lavoro e in strutture ospedaliere
psichiatriche. Nel 1976 i sovietici lo espulsero dal paese e si rifugiò in
occcidente. Nel 1992 fu invitato dal governo russo in qualità di esperto per
testimoniare nel processo tenutosi a Mosca con lo scopo di stabilire se il
partito comunista sovietico fosse stata un'istituzione criminale.
Per dargli la possibilità di prepararsi per il processo, Bukovsky fu autorizzato
ad accedere ad una notevole quantità di documenti presenti negli archivi segreti
sovietici. Egli è pertanto uno dei pochi che hanno potuto visionare questi
documenti, che ancora oggi sono segreti. Con un piccolo scanner e un computer
portatile ne riuscì anche a copiare molti (alcuni “top secret”), compresi i
rapporti del KGB allo stesso governo sovietico.
L’intervista a Vladimir Bukovsky
Paul Belien: Lei è un ex dissidente sovietico conosciuto in tutto il mondo.
Recentemente ha evidenziato una inquietante somiglianza dell’Unione Europea con
l'ex Unione Sovietica. Può chiarirci meglio il suo pensiero?
Vladimir Bukovsky: Mi riferisco alle istituzioni, ad una certa ideologia, ai
programmi, alla direzione intrapresa, all'inevitabile espansione,
all’annullamento delle diverse nazionalità. Ciò è anche stato lo scopo della
stessa Unione Sovietica. La maggior parte della gente non si rende conto di
quanto sta accadendo. Gli europei non lo sanno, noi invece sì perchè siamo stati
educati in Unione Sovietica, in cui abbiamo dovuto studiare l'ideologia
sovietica sia nelle scuole superiori sia all'università . Lo scopo finale
dell'Unione Sovietica era quello di generare una nuova entità storica, il
“popolo sovietico”, in tutto il mondo intero.
Lo stesso scopo è oggi perseguito dall'UE. Stanno tentando di generare un nuovo
popolo. Lo chiamano il “popolo europeo”, qualunque sia il significato attribuito
a questa espressione. Secondo la dottrina comunista così come in molte
derivazioni del pensiero socialista, lo stato, lo stato-nazione, è destinato a
scomparire. In URSS lo stato sovietico divenne molto potente e le diverse
nazionalità che lo costituivano furono obliterate. Ma al momento del crollo
avvenne il processo contrario. I sentimenti soffocati di identità nazionale
riemersero nuovamente e hanno quasi distrutto il paese. E’ stato davvero
terribile.
PB: Pensa che la stessa cosa possa accadere quando l’Unione Europea collasserà?
VB: Assolutamente si, la psicologia umana è come un elastico che può essere
tirato, però non oltre un certo limite. Un elastico può essere tirato sempre di
più, ma non bisogna mai dimenticare che nel frattempo sta accumulando l’energia
per ritornare alla sua forma originaria. La psicologia umana è come un elastico
che tende sempre a ritornare rapidamente alla sua forma originaria.
PB: Però tutti questi paesi che si sono uniti nell’Unione Europea lo hanno fatto
volontariamente.
VB: No, non stanno così le cose. Si guardi per esempio alla Danimarca che ha
votato due volte contro il trattato di Maastricht. Si guardi all'Irlanda [che ha
votato contro il trattato di Nizza]. Si guardi a tutti gli altri paesi, sono
tutti sotto pressione. E’ come una specie di ricatto. La Svizzera è stata
costretta a votare cinque volte sullo stesso quesito referendario. Tutte e
cinque le volte è stato respinto, ma non si sa cosa accadrà la sesta o la
settima volta. E’ sempre la stessa storia. E’ un semplice trucchetto.
L’elettorato viene fatto votare fino a quando non vota nel modo voluto. A questo
punto non gli viene più chiesto di votare. Perché si fermano? Si continui a
votare. L’Unione Europea sembra un matrimonio contratto sotto la minaccia di una
pistola puntata alla tempia.
PB: Cosa pensa che i giovani dovrebbero fare riguardo all’Unione Europea? Su
cosa si dovrebbe puntare, sulla democratizzazione dell'istituzione o si dovrebbe
invece cercare di eliminarla del tutto?
VB: Penso che l’Unione Europea, come l'Unione Sovietica, non possa essere
democratizzata. Gorbachev provò a farlo, e ciò malgrado si è dissolta. Questo
genere di strutture politico-istituzionali non possono essere democratizzate.
PB: Però abbiamo un Parlamento Europeo scelto dalla gente.
VB: Il Parlamento Europeo è eletto sulla base di un sistema elettorale di tipo
proporzionale, che non è però garanzia di rappresentatività. E poi su cosa vota?
Sulla percentuale di grasso nello yogurt, quel genere di cose. E’ ridicolo. Ha
le stesse funzioni del Soviet Supremo. Un parlamentare europeo in media parla
sei minuti all'anno in Parlamento. Non è un vero e proprio Parlamento.
Trascrizione del discorso di Bukovsky tenuto a
Bruxelles
Nel 1992 ho avuto una possibilità di accesso senza precedenti a documenti
segreti del Comitato Centrale e del Politburo. Questi documenti, che da 30 anni
sono ancora tenuti segreti, fanno molto chiaramente riferimento ad un “progetto
comune” tra i partiti della sinistra europei e Mosca secondo il quale il mercato
comune europeo si sarebbe trasformato in uno stato federale. Mikhail Gorbachev
nel 1988-89 si riferiva ad esso come a “la nostra casa comune europea”.
L'idea era semplice. Venne alla luce negli anni 1985-86, quando i comunisti
italiani fecero visita a Gorbachev, seguiti dai socialdemocratici tedeschi.
Costoro temevano i mutamenti politici che stavano avvenendo nel mondo,
specialmente dopo le privatizzazioni introdotte dalla Thatcher e le
liberalizzazioni economiche. Questi mutamenti stavano minacciando le “conquiste”
di generazioni di socialismo e di socialdemocrazia, stavano minacciando di
invertire completamente il corso della storia.
Di conseguenza si stabilì che l'unico modo per affrontare questo rigurgito di
“capitalismo selvaggio” era quello di tentare di introdurre gli stessi obiettivi
socialisti in tutti i paesi di colpo. Prima di ciò, i partiti della sinistra e
l'Unione Sovietica si erano sempre fortemente opposti all'integrazione europea
perchè veniva percepita come un mezzo per frapporre un ostacolo al socialismo.
Dal 1985 in poi cambiarono completamente opinione. I Sovietici giunsero infine
ad un accordo con i partiti della sinistra dell’Europa occidentale: se avessero
lavorato insieme avrebbero potuto assumere il controllo dell’intero progetto
europeo e modificarlo completamente. L’area di libero scambio sarebbe stata
trasformata in uno stato federale.
Secondo documenti segreti sovietici, gli anni 1985-86 rappresentarono il punto
di svolta. Ho pubblicato la maggior parte di questi
documenti[http://www.junepress.com/coverpic.asp?BID=741]. Si possono trovare
anche in internet. I colloqui trascritti in questi documenti sono davvero
illuminanti. Si intuisce che ci fu una “cospirazione”, il che è abbastanza
comprensibile, in quanto stavano cercando tutti di salvarsi politicamente la
pelle. Nei paesi dell’est i sovietici avevano bisogno di un cambiamento dei
rapporti con l’Europa perchè stavano entrando in una crisi strutturale
prolungata e molto profonda; in occidente i partiti di sinistra avevano timore
di essere spazzati via e di perdere la loro influenza e prestigio. Così c’è
stata una vera e propria cospirazione, evidentemente da loro stessi messa in
piedi, nella quale tutti erano d’accordo e alla quale tutti hanno lavorato.
Nel gennaio del 1989, per esempio, una delegazione della Commissione Trilaterale
fece visita a Gorbachev. C’era [l’ ex Primo Ministro giapponese Yasuhiro]
Nakasone, [l’ex presidente francese Valèry] Giscard d’Estaing, [il banchiere
americano David] Rockefeller e [l’ex Segretario di Stato USA Henry] Kissinger.
Essi ebbero una conversazione molto schietta durante la quale fecero presente a
Gorbachev che la Russia sovietica avrebbe dovuto integrarsi nelle istituzioni
finanziarie del mondo, quale il GATT, l’FMI e la Banca Mondiale.
Nel bel mezzo dei colloqui Giscard d' Estaing prese improvvisamente la parola e
disse: “Signor presidente, non posso dirle esattamente quando accadrà -
probabilmente fra 15 anni - ma l’Europa si sta avviando ad essere uno stato
federale e dovete incominciare a prepararvi. Dovete lavorare con noi ed i leader
politici europei sulla reazione che avrete quando ciò accadrà, su come
consentirete ai paesi dell’est europeo di interagire con questo nuovo stato
federale e su come voi stessi diventerete parte di esso. Dovete essere pronti”.
Era il gennaio 1989, un momento in cui il trattato di Maastricht [1992] neppure
era stato abbozzato per sommi capi. Come diavolo ha potuto Giscard d' Estaing
sapere cosa sarebbe accaduto nei 15 anni successivi? E sorpresa, sorpresa, come
mai è diventato l'estensore della costituzione europea [nel 2002-03]? Una
domanda molto interessante. Si sente odore di cospirazione, è vero?
Fortunatamente per noi la parte sovietica di questa cospirazione è collassata
prima e Mosca non si è trovata nel momento in cui avrebbe potuto influenzare il
corso degli eventi. Ma l'idea originale fu di creare ciò che fu chiamata una
“convergenza”, in base alla quale l'Unione Sovietica avrebbe dovuto ammorbidirsi
verso posizioni più socialdemocratiche, mentre Europa occidentale sarebbe
passata da un regime politico di tipo socialdemocratico ad un regime di tipo più
rigidamente socialista.
Allora si sarebbe realizzata la convergenza. Le strutture politiche delle due
entità si sarebbero adattate con precisione l’una all’altra. Ecco come le
istituzioni politiche dell’Unione Europea inizialmente furono progettate: allo
scopo di adattarsi successivamente alle istituzioni sovietiche. Ecco anche
perché sono così simili nella loro struttura e nel loro funzionamento.
Non è un caso che il Parlamento Europeo, per esempio, faccia venire alla mente
il Soviet Supremo. Funziona come il Soviet Supremo perché è stato progettato
nello stesso modo. Idem per quanto riguarda la Commissione Europea. che
assomiglia al Politburo. Voglio dire che è simile in tutto e per tutto, tranne
che per il fatto che la Commissione oggi ha 25 membri mentre il Politburo ne
aveva 13/15. A parte questo hanno le medesime funzioni, non rispondono a
nessuno, i membri che la compongono non sono scelti direttamente dai cittadini.
Quando si esamina questa strana attività dell’Unione Europea con le sue 80.000
pagine di regolamentazioni sembra il Gosplan. Quest’ultima istituzione
pianificava qualunque dettaglio in campo economico, anche la forma e la
dimensione dei dadi e bulloni, fino a cinque anni prima.
La stessa identica cosa sta avvenendo nell'UE. Quando guardate il tipo di
decadimento della UE, si tratta esattamente dello stesso tipo sovietico di
decadimento, che si propaga dall'alto al basso piuttosto che il contrario.
Se si esaminano le istituzioni e le caratteristiche di questo mostro europeo che
sta emergendo si può notare che sempre più assomiglia all'Unione Sovietica.
Naturalmente, è una versione più edulcorata dell'Unione Sovietica. Per favore,
non fraintendetemi. Non sto dicendo che in Europa ci sono i Gulag. Non c’è
nemmeno il KGB - non ancora - ma sono da osservare con molta attenzione
strutture quali per esempio la Europol. Ciò che più preoccupa è che questa
polizia avrà probabilmente maggiori poteri di quelli del KGB. Avrà l’immunità
diplomatica. Immaginate un KGB con immunità diplomatica. Svolgerà la sua
funzione poliziesca per reprimere e perseguire 32 tipi di reato - due dei quali
sono particolarmente preoccupanti.
Uno è il razzismo, l’altro è la xenofobia. Nessuna legislazione penale sulla
terra considera perseguibili questi comportamenti [con l’eccezione del Belgio].
Quindi: questi sono due nuovi reati, e siamo avvertiti. Qualcuno del governo
britannico ha già detto che coloro che faranno obiezioni all'immigrazione
incontrollata dal terzo mondo saranno considerati razzisti. Coloro che si
opporranno ad una ulteriore espansione ed integrazione europea saranno
considerati xenofobi. E’ stata Patricia Hewitt che ha fatto queste
dichiarazioni.
Quindi siamo avvertiti. Nel frattempo stanno ideologizzando sempre più il
sistema. L'Unione Sovietica si è retta in piedi grazie all'ideologia.
L'ideologia dell’Unione Europea è socialdemocratica, statalista, con una buona
dose di “political correctness”. Si osservi come il “political correctness” si
diffonde e si trasforma in un'ideologia oppressiva. Per non parlare poi del
fatto che ormai è proibito fumare quasi dappertutto.
Si consideri la persecuzione di persone come quel pastore svedese che è stato
perseguito per parecchi mesi per aver detto che la Bibbia non approva
l'omosessualità. La Francia ha approvato leggi contro l’istigazione all’odio nei
confronti degli omosessuali. La Gran Bretagna si accinge a varare leggi che
sanzionano penalmente espressioni del pensiero contrarie alle relazioni
interrazziali e relative a questioni religiose e così via. Ciò che emerge, in
prospettiva, è che questo tipo di ideologia viene sistematicamente inglobata
nella legislazione penale.
E’ questa ideologia che sarà quindi in futuro fatta rispettare coercitivamente.
Questo sembra che sia lo scopo prevalente dell’Europol. A cosa servirebbe
altrimenti ? l’Europol mi insospettisce molto. Guardo con molta attenzione
quando c’è qualcuno che viene perseguito da essa. Mi chiedo quali siano i motivi
e cosa sta davvero accadendo. E’ un campo in cui sono un esperto. So bene come
si generano i Gulag.
Viviamo in un periodo di veloce, sistematico e costante smantellamento della
democrazia. Si prenda per esempio questo Legislative and Regulatory Reform Bill
[progetto di legge di riforma legislativa e normativa]. I ministri diventano
legislatori che possono legiferare senza preoccuparsi di dare conto al
Parlamento o a chicchessia. La mia reazione immediata è: perché tutto questo? La
Gran Bretagna è sopravvissuta a due guerre mondiali, alla guerra con Napoleone,
all' Armata Spagnola, per non parlare della guerra fredda, di quel periodo in
cui ci veniva detto che in qualsiasi momento sarebbe potuta scoppiare una guerra
mondiale nucleare. Nel passato non è mai stata evidenziata l'esigenza di
introdurre questo tipo di legislazione oppure di sospendere le libertà civili o
di introdurre poteri di emergenza. Perché ne abbiamo bisogno proprio ora? Tutto
questo può trasformarsi in una dittatura in qualunque momento.
La situazione attuale è molto seria. I partiti politici più importanti sono
stati completamente cooptati nel progetto della nuova UE. Nessuno di essi
realmente si oppone a questo progetto. I partiti sono diventate istituzioni
decadenti. Chi difenderà le nostre libertà? Sembra che ci stiamo dirigendo verso
il collasso, la crisi del sistema. Il risultato più probabile è che ci sarà un
collasso economico in Europa, che avverrà a tempo debito e che accadrà a causa
di questa crescita a dismisura delle spese e delle tasse. L'incapacità di
generare un ambiente competitivo, la regolamentazione eccessiva dell'economia,
la burocratizzazione, tutto questo porterà al collasso economico. Specialmente
l'introduzione dell'euro è stata un'idea pazzesca. La moneta non dovrebbe essere
mai politicamente imposta.
A tal proposito non ho alcun dubbio. Ci sarà un collasso della Unione Europea,
così come è avvenuto per l'Unione Sovietica. Ma non dimentichiamoci che quando
questi momenti della storia avvengono lasciano dietro di sè una tale
devastazione che ci vuole una generazione affinché si richiudano le ferite.
Pensiamo a cosa accadrà quando ci sarà la crisi del sistema. Emergeranno forti
tensioni fra le nazioni. Potrebbe saltare tutto.
Guardiamo all’enorme numero di immigranti dai paesi di terzo mondo che ora
vivono in Europa. Tutto ciò è stato voluto dall' Unione Europea. Cosa sarà di
loro se ci sarà un crollo economico? Probabilmente alla fine ci saranno, come
nell'Unione Sovietica, tante di quelle dispute etniche che il loro numero è oggi
difficile da immaginare. In nessun altro paese ci sono state tante tensioni
etniche come in Unione Sovietica, con l’eccezione probabilmente della ex
Iugoslavia. Accadrà la stessa cosa qui. Dobbiamo tenerci pronti. Questa enorme
struttura burocratica sta per crollarci addosso.
Voglio essere molto schietto a questo proposito: prima si chiude con l'UE,
meglio è. Prima collasserà, meno danni farà a noi e agli altri paesi. Ma
dobbiamo essere rapidi perchè gli eurocrati stanno muovendosi molto velocemente.
Sarà difficile affrontarli. Oggi è ancora relativamente più semplice. Se per
esempio un milione di persone marcia su Bruxelles oggi questi individui se ne
scapperanno via alle Bahamas. Se domani la metà della popolazione britannica si
rifiuterà di pagare le tasse, non accadrà niente di drammatico e sicuramente
nessuno andrà in prigione. Ancora oggi una iniziativa del genere si può
abbastanza tranquillamente intraprendere. Ma non so cosa accadrà domani con una
Europol che nel frattempo si sarà completamente sviluppata e riempita di ex
agenti della Securitate o della Stasi. Può succedere di tutto.
Stiamo perdendo tempo. Dobbiamo batterli. Dobbiamo fermarci a riflettere ed
elaborare la strategia più efficace per ottenere il massimo effetto. Altrimenti
sarà troppo tardi. Cosa vi posso dire? Le mie conclusioni non sono ottimiste.
Per adesso, nonostante ci siano alcuni movimenti anti-UE in quasi ogni paese,
non sono sufficienti. Per adesso siamo perdenti e stiamo sprecando tempo.
Paul Belien
Fonte:
http://www.brusselsjournal.com/node/865
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