|
|
|
(di "Vorrei ma non posso")
Gli attuali problemi economici, relativi licenziamenti, disoccupazione, ecc., partono tutti dal problema monetario. Problema economico e problema monetario appartengono ad un unico livello di pensiero e non si possono disgiungere astrattamente l'uno dall'altro. Ezra Pound lanciò in campo economico l'idea di una tassa unica sulla moneta, risolutiva di ogni problema o crisi economica. Fu considerato fascista. Quando io parlai nel web delle idee di Pound fui considerato fascista e spietato perché affermavo che non si può chiudere gli occhi di fronte al fatto che la tecnica, la tecnologia e le macchine ruberanno sempre più il lavoro all'uomo, perché questo rientra nello spirito del tempo.
La differenza fra Pound e me è che io non credo più nella necessità del welfare state. Non ci credo più perché proprio chi lo sostiene rifiuta tanto la proposta poundiana dell'unitax quanto qualsiasi altra proposta di tassa unica che sarebbe comunque la vera risoluzione di ogni crisi economica e di ogni inflazione.
Infatti un welfare state coerente con se stesso non dovrebbe prescindere dall'attuazione di una tassa unica a partire dall'atto di una non-monopolizzata-ma libera-emissione-di-moneta. Tale “unitax”, applicata all’emissione monetaria risolverebbe radicalmente il problema dell’evasione fiscale, in quanto sostituirebbe non solo imposte e tasse ma anche i contributi con la loro totale fiscalizzazione. Sarebbe altresì la fine del debito e dell'inflazione. Fascismo?
Essere in armonia con lo spirito del tempo non è spietatezza, né fascismo.
La spietatezza appartiene piuttosto al
corporativismo ipocritamente ostile all'idea poundiana ed a qualsiasi libera
idea di libero mercato, dal momento che si preferisce
proiettare su Pound quanto sui libertari un'etichetta di fascismo che non ha più ragione di esistere
se non per gente massimamente ottusa.
"Non credo si possa realmente parlare di un fascismo di Ezra Pound", scrive e dimostra Giovanni Ferracuti in "E. Pound - Scritti economici", Vetriolo).
Mary de Rachewiltz, figlia di Pound ha affermato in una intervista di qualche mese fa che suo padre non fu fascista: "Pound fascista, Pound antisemita. Invece… [...] mio padre odiava la violenza. L’ha ripetuto a Pasolini in una appassionata intervista a Spoleto [...] Non sanno niente del pensiero di Pound. Voglio dare un consiglio: leggetelo e poi mi dite se era fascista [...] Era un americano critico sulla politica americana e lo hanno considerato traditore della patria. E condannato al manicomio",

facendo capire: "quanti americani contrari alla guerra in Vietnam o in Afghanistan dovrebbero finire in clinica?" "Credo che il mondo potrebbe essere meraviglioso se l’agricoltura avesse radici nella terra e non nelle multinazionali [...] Mio padre ripeteva: a uno scrittore servono poche cose e deve farle con le proprie mani".
Oltretutto il fascismo poggiava su una contraddizione
teoretica strutturale che non è possibile nel caso di Pound, il quale propone
invece un monetarismo che è alternativa al corporativismo e quindi alla
corporazione fascista.
Il corporativismo di oggi è di chi si proclama anticomunista e contemporaneamente keynesiano, cioè interventista e statalista, esprimendo un paradossale"vorrei ma non posso", e di chi esprime un altro Vorrei ma non posso (N. Villa - Fluke) (per ascoltare il brano cliccare sul titolo. Per prelevarlo cliccarvi col tasto destro del mouse e poi su "Salva oggetto con nome...") proclamandosi marxista ma non marxista, in quanto si vergogna delle proprie idee.
In tutti e due i casi non si vuole cambiarle idea di fronte alla dimostrazione materiale del fallimento di tale idea - vedi il crollo del muro di Berlino. In Mentecattocomunismo (Nereo Villa - Adriano Celentano) (per ascoltare e/o prelevare brano vedi sopra) ho accennato a questo particolare tipo di deficienza di pensiero della nostra "itaglietta rincoglionita", in quanto è evidente che le manca proprio la facoltà di cambiare idea quando essa si dimostri errata. Quindi attua il "laissez faire" al contrario: lascia costruire contro di sé un altro muro, quello di Maastricht...
![]()
Oggi questa "itaglietta rincoglionita", che è rintracciabile ovunque - dall'ospizio di Bruno Vespa ai siti web più culturalmente arretrati - e che ho da tempo appellato DODI&C, acronimo da me inventato per caratterizzare il Corporativismo Dove Ogni Deficiente Impera, è costituita da subumani sedicenti filosofi e/o eroi - gente sostanzialmente morta interiormente, che non saprebbe dare un senso alla vita se gliela chiedi, gente putrefatta insomma...
Esperti in tecno-magia diffamatoria nei confronti di chi ragiona in modo spregiudicato (nel senso di libero da pregiudizi), questi nuovi catecumeni predicano la dottrina del libero mercato inteso come tabù, cioè concepito esclusivamente come infrazione di una regola di Stato, fantapolitica visione (ma a quanto pare non tanto fantapolitica) del socialismo orwelliano (cfr. G. Orwell, in "1984")!
|
Ma chi è abituato alla protesta e non alla proposta
da vagliare col pensiero, può infatti concepire libero mercato solo come
infrazione di una regola di Stato. Per cui è ovvio poi lamentarsi e protestare.
Ma è una protesta fine a se stessa, infernale e dannata. È il lamento diabolico
degli zombi antilogici. |
|
Igor quando nega l'evidenza della sua gobba?
|
|