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La filosofia della mutua, ovvero gli sgrammaticati sragionamenti di esperti in aria fritta
Esiste un
pensare talmente
debole che, in base a sragionamenti, oltretutto sgrammaticati, ogni suo
portatore vorrebbe imporre rigore e regole dappertutto, pur non essendo nemmeno
in grado di rispettare le regole grammaticali del lingua in cui egli espone le
sue "ragioni".
Questo è il tempo, soprattutto nel web, dell’avvento dell’uomo stolido. E voglio portarne un esempio pratico. In una "Guida introduttiva a GNU/Linux" si considera il "livello informatico"un'"astrazione concettuale […] e non qualcosa di fisico e solido…". L'autore di questa "guida" ritiene che tale livello, anzi ogni livello, non essendo percepibile dai sensi materiali non avrebbe alcun valore, e si pone come avversario della creatività di Bill Gates, da lui considerato il "padrepadrone" di Microsoft, e da lui colpevolizzato in quanto con "una genialità imprenditoriale senza pari", avrebbe trasformato un "anonimo sistema operativo (il DOS) " - ma anonimo non significa senza nome? - nel ""sistema operativo" per eccellenza, Windows" e di aver fatto "entrare il "computer" in ogni casa (convincendo le persone della sua indispensabilità)", tanto che "riuscì, addirittura, a far "identificare" il suo prodotto con il concetto stesso di "computer"".
Il livello di questo ragionamento è simile a quello di chi volesse sostenere, ad esempio, che nel campo musicale trasformare una melodia aggiungendovi armonizzazione e arrangiamento per migliorarla è roba da “padrepadrone”!
Oltretutto, questo "autore" condisce questa sua stolida logica con grossolani errori grammaticali proprio nei verbi più importanti per la creatività: fare, sapere ed essere, che egli coniuga ripetutamente, sostituendo il “fa, sa” e “fu”, cioè le rispettive voci verbali in terza persona singolare del tempo presente e del passato remoto, con “fà”, “sà”, e “fù”, come se fossero non monosillabi di voci verbali atoni ma esigenti accenti tonici. Per cui scrive ripetutamente queste voci verbali con gli accenti con la massima noncuranza.
Evidentemente la sua cultura non arriva al livello della coniugazione di tali verbi, né il “Gnu” che egli promuove nel web avverte gli errori in rosso, come invece avviene con la correzione automatica nel foglio Word di Windows! Così egli, concludendo il suo trattato in plurale maiestatis, afferma: “Comunque, potete contattarci per avere la documentazione necessaria per poter
chiedere di avere il rimborso, se si deciderà, come io mi auguro, di non utilizzare Windows”.
Evviva: “GNU/Linux è installato”! Ahahahaha aha aha aha!
L’uso errato dei verbi, sia in merito alle forme, sia in merito ai modi, ai tempi ed alla scrittura di accenti inutili, è tipica non solo del livello di pensiero fantozziano di certi impiegati aziendali o statali che dicono con massima non chalance “Vadi pure avanti lei”, ma dei nostri politicanti, votati soprattutto da tale livello di ignoranti. Costoro si distinguono soprattutto nell’accusa della tecnologia, o al “sistema”, o al “mondo cane”, o alla vita stessa.
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Vedi e senti al minuto "00:08:50" la giornalista Maria Cuffaro in Blob del 22 aprile 2010! |
Domanda: ogni accusa ad un sistema o alla tecnologia, intesa come potenza o come despota che ha preso il posto di Dio come padrone del mondo e del tempo, all'interno della follia dell'Occidente, cos'altro è se non una scappatoia per evitare di intuire (costoro odiano l’intuizione perché non la possono toccare con i sensi materiali) le cause interiori che rendono un mezzo in sé neutro come la tecnologia, uno strumento di degradazione piuttosto che di elevazione dell'uomo? È facile accusare un oggetto, un metodo, un sistema. Difficile, invece, perché radicalmente logico, è identificare l'idea dietro l'oggetto, o il metodo, o il sistema. Ma le idee, il pensare, che i sensi materiali non possono toccare, non hanno assolutamente valore per il credente nella materia. Quindi per costui è impossibile tutto, e dato che non riesce a valutare i vari livelli di concretezza e di universalità del ragionare, per lui il pensare è miseria: è mera sovrastruttura della materia, quindi qualcosa che non ha assolutamente alcun valore. Questa è la sua filosofia, mutuata da Marx!
La filosofia della mutua è appunto questa: pretendere di riformare “il sistema” senza rendersi conto che dietro al sistema vi è un’idea, importante esattamente come il sistema stesso. Per cui è impossibile sia la riforma della forma mediante mero formalismo distaccato o astratto dalla propria sostanza, sia la riforma della sostanza materiale distaccata o astratta dalla propria forma.
Le osservazioni del filosofo russo Solov'ëv (1853-1900) spiegano nelle sue dodici lezioni sulla divino-umanità (Vladimir Sergeeviç Solov'ëv, "Lezioni sulla divino-umanità", Ed. Jaka Book) che vi sono tre tipi di pensiero, uno sano, uno malato, ed uno che sta fra il primo ed il secondo. Il pensare sano è da lui chiamato "organico", ed è quello capace di considerare le cose nella loro integrità onnilaterale, e quindi nel loro interiore nesso con tutte le altre. Ciò gli permette di dedurre dall'intimo di ciascun concetto tutti gli altri, cioè di evolvere un concetto fino alla pienezza della verità integrale. Per questo motivo può essere chiamato anche pensare evolutivo, libero, o contemplativo. Di fronte a questo pensare, vi è il pensare meccanico, che ho spesso chiamato "pensare cablato", in quanto qui non si pensa più in modo libero, ma secondo costrizione e paura esistenziali (psicosi). Si pensa, ad esempio, che il bianco sia nero, o viceversa, per fame, perché la schiavitù del "tengo famiglia" fa agire così. Questo modo di pensare è infatti razionalistico e combinatore: prende i concetti nel loro stato di separazione astratta, e astraendoli li considera in una qualche determinazione unilaterale, unendoli poi in maniera esteriore, oppure raffrontandoli in una qualche relazione ugualmente unilaterale più generale. Con questo pensiero si può dimostrare astrattamente tutto e il contrario di tutto, esattamente come fanno attualmente gli economisti asserviti ai politici, i quali, a loro volta, sono asserviti ai banchieri.
Nelle sue varianti, il pensare organico è tipico dei veri filosofi e dei creativi, cioè di coloro che sanno intraprendere qualcosa creando valori o servizi.
Invece coloro che stanno tra il primo pensare ed il secondo, adottano un terzo modo di pensare, che è ancora più dannoso del secondo. Costoro sono i sedicenti colti o istruiti, le cosiddette "mezze calze", gli "intellettualini", i cosiddetti "esperti", i preti, ed i politicastri, cioè i politicanti mascherati da politici, o arruolati nella “politichetta itagliana”, che pur di ottenere un privilegio leccano piedi, mani e scarpe, con salamelecchi ed inchini all’impiegato del vicesindaco, al vicesindaco, al sindaco, ecc., completamente dimentichi del concetto di dignità, e che in seguito a un maggior sviluppo formale delle loro attività intellettuali (formalismo), hanno abbandonato le pur sane concezioni popolari immediate, ma non sono arrivati ad una coscienza filosofica mediata secondo codici universali. Perciò devono accontentarsi del pensare pensato da altri (ideologie di gruppo, verità televisive, faziosità del "politicamente corretto", ecc.) o del pensare astratto, che divide o dissolve (analizza) la realtà immediata, e qui sta il suo merito, ma che non è in grado di forgiare alla realtà una nuova realtà superiore ed un nesso (cioè la correlazione che sempre fa scattare il valore delle cose, e con esso il vero potere del “collante” umano che è il pensare inteso come logos che lega, appunto la parola al contenuto concettuale che evoca), e qui sta il suo limite. Limite della cablatura cerebrale al massimo livello! Quello per cui un padre arriva a terrorizzare il figlio perché il figlio ama la libertà di pensare diversamente dalle istituzioni del terrore, o le scuole di Stato che educano alla burocrazia ed al servilismo.
Queste "mezze calze" fanno così sopportare alle masse popolari, fantozzianamente pazienti nel lasciarsi strumentalizzare, il risultato malato della loro logica anti-uomo e cioè bloccata al suo più basso livello, quello meccanico-descrittivo del mero mondo materiale e del suo accostamento a concetti falsamente o insufficientemente coerenti.
Il grande inganno sta proprio qui: nel non avvertire i superiori livelli logici che rendono la logica strumento per l'uomo e non contro l’uomo.
La "creatio
ex nihilo" è per esempio una menzogna, grande come una casa, anzi come la truffa
dei banchieri nell'emissione di moneta creata dal nulla. Sono pazzie talmente
grandi che nessuno ancora le vede. Perché non ci si è ancora svegliati. Si crede
che il “Berescìt” (primo libro biblico detto Genesi) parli dell'inizio del
mondo, e si crede che si debba credere che è così, perché il "dover essere" lo
impone. In realtà si dorme.
Anticamente
si sapeva, cioè si conosceva, per esempio il contenuto reale del famoso detto
"1000 e non più 1000". Ma con ciò si sapeva delle precedenti apocatastasi o
reincarnazioni della Terra, ognuna delle quali aveva un nome preciso, "antico
Saturno", "antico Sole", "antica Luna". Oggi queste cose sono state talmente
oscurate che all'inizio del 2000 si credeva che dovesse finire il mondo! E
moltissime persone dieci anni fa mi chiedevano se io credessi nel "1000 e non
più 1000"! Allora rispondevo che gli zeri del "mille e non più mille" erano solo
indicazioni del lavoro degli Eloim, i quali ripeterono a un gradino superiore
gli stadi precedenti dell'evoluzione cosmica, e che in quelle "ripetizioni" essi
preparavano l'evoluzione terrestre. Ma il discorso si faceva lungo. Infatti non
si trattava di semplici ripetizioni simili a fotocopie dell'originale, bensì di
evoluzione cosmica (la reincarnazione planetaria, o apokatastasi, non è mai una
ripetizione identica a quella precedente. Occorre pensare ad una ciclicità a
forma di spirale, in cui la ripetizione si manifesta in una forma nuova,
qualcosa in cui gli Eloim poterono riversare ciò che viveva in loro). Inoltre
bisognava spiegare che il Dio della Genesi non è uno, dato che "im" è in ebraico
la desinenza plurale di "El" o di "Al" cioè dell'Alto, o dell'Altissimo, o di
ciò che sta sopra di noi, nel cielo, anzi nei cieli. Invece l'integralismo del
monoteismo ebraico e del cattolicesimo, entrambi acefali traducono "Dio" al
singolare. In realtà si tratta di più Eloim perché grammaticalmente un Eloim non
è neanche concepibile. L'errore è grossolano e sarebbe un po' come tradurre dal
mio dialetto arquatese che sono arrivati "i turista", anziché i turisti, in
quanto in questo ed in altri termini del mio dialetto il plurale è rimasto come
nell'antico plurale latino di nomi neutri con desinenza "a".
Così nel 2000 promisi a molti che avrei poi scritto la spiegazione di quell'antico detto.
È ovvio che per il filosofo della mutua credente nella materia sapere o non sapere di quel detto non ha importanza, dato che per lui conta solo ciò che si vede con gli occhi e che si può toccare con mano. Quindi la "creatio ex nihilo" per lui è una fede kantianamenmte necessaria, un "dover essere della fede", dato che Kant con la sua infame sentenza: “dovetti dunque annientare la conoscenza, per far posto alla fede” (Prefazione di Kant alla 2ª edizione di “Critica della ragion pura”) creò nell'"ignorabimus" un bisogno: il bisogno di credere nella rivelazione di un Dio corporeo percepibile nel roveto ardente dai seni materiali, un "dover essere" dell'uomo di fede, così come un "dover essere" dell'uomo dotato di senso dello Stato! Ecco perché i più convinti sostenitori del “dover essere” coltivano il rigore, il dovere, la legalità ed il giustizialismo come "senso di Stato", oggi divenuto appunto un vero Dio Mago, che fa saltare fuori il coniglio di "Alice del paese delle meraviglie" dal cappello! In realtà quel coniglio è il cittadino impaurito da quel terrorismo di Stato, esattamente come dal Dio che manda all'inferno la gente che non va a messa la domenica. Come è mera menzogna grammaticale credere ad simile Dio, così è cinico e non civico questo addormentamento delle coscienze... di Stato, in stile romano.
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