COITO ERGO BUM

Ovvero: il dibattito con gli antilogici...

Ma si potrebbe anche dire "Cago quindi sono", "Rubo quindi sono", "Ammazzo quindi sono", ecc.

 

Perché? Perché l'esemplare della specie-animale-uomo confonde il libero arbitrio con la libertà, e fino a quando non si  diventa individualità si ha bisogno di imporre a se stessi principi quali quello di non aggressione, a cui sistematicamente poi non si riesce a conformarsi, dato che si aggredisce senza neanche accorgersene pur stando nel "politicamente corretto" della propria ideologia. Esattamente come gli acefali del miseria-pensiero (K. Marx, "Miseria della filosofia")!!!

 

L'uomo sedicente libertario secondo ideologia è in errore e dimostra di ragionare col solo emisfero sinistro del cervello (per intenderci quello che può arrivare solo alla concezione del "pensiero debole"). In tal senso è un ignorante: ignora il proprio essere libertario secondo se stesso. Ed ogni ignoranza può essere prodromica alla cattiveria. Chi infatti considera l'essere libertario un'ideologia è mosso dalla medesima grettezza di chi oggi, in base a formalità non essenziali, si straccia le vesti di fronte ai cosiddetti "decreti interpretativi" di una legge. La personalità di costui è, nella caratterizzazione che ne fa A. Comfort, "psicopatica e sociopatica" (cfr. "Leggi, ideologie, catechesi, ovvero l'interpretazione della legge"). Si tratta qui di menti malate di "psicopatologia del potere" (ibid) e dell'ignoranza tipica del branco, da sempre soverchiante l'individuo libero di pensare non solo con l'emisfero sinistro ma anche con quello destro del cervello, quello che attiene all'immaginazione.
 

Il problema da risolvere non è dunque in questo caso quello di concordare o no con qualcuno, ma quello di essere comunicativi in noi stessi fra l'emisfero sinistro del cervello e quello destro.

 

Qui sta veramente il futuro dell'umanità: il diventare sani di mente, normali, cioè capaci di adottare non solo unilateralmente il passato o il futuro nel nostro ragionare ma anche il presente. Solo l'assumere più punti di vista delle cose osservabili ci permette di formare rappresentazioni le più verosimili possibili per aggiustare il tiro (feedback) del nostro "qui ed ora".

 

Pertanto agli scervellati supernoise, cioè agli ostinati unilateralisti  dell'idea, rispondo con la canzone "La la land" (letteralmente: "Te te terra", o "La la landa") non solo per il suo testo auspicante ad essere noi stessi nonostante ci troviamo in una "terra della macchina" (land machine), ma anche e soprattutto per il simbolo che la neuroscienziata Jill Bolte Taylor attribuisce a questo motto quando chiama così lo stato di "coscienza" offerto dal solo emisfero cerebrale destro (cfr. video) ...

 

 Invece a coloro che dall'alto del loro unilateralismo mi dicono: "Non scherziamo" io rispondo con il seguente "scherzoso" discorso...

 

Sulla moneta del futuro - Discorso di Nereo al popolo bue

(per ascoltarlo cliccare sul titolo; per prelevarlo cliccare sul titolo

 col tasto destro del mouse e poi su "Salva oggetto con nome...").

 

Si veda anche il mio famoso scherzetto architettato per i mentecattocomunisti...

 

Sono matto? Sì. Sono matto. Curami se hai paura di un matto come me. Ciao ciao... (continua dopo il seguente carteggio).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto ricevo la seguente mail da fuori del gruppo:

 

 

e mi accorgo di questa coreografia all'email stessa,

che interpreto come segue: noi ti acclamiamo

solo se taci conformandoti alla nostra ideologia.

Così creo per me stesso, e a ricordo di questa avventura,

quest'altra immagine con tanto di scritta esplicativa:

 

 

Quanto segue è il carteggio finale con R (l'addetto al gruppo brunoleoni):

Nereo (N): [23/02/2010 13:35] Confermo l'annullamento al gruppo. Non si tratta di divergenza dialettica ma di divergenza ideologica, e di educazione (vedi il linciaggio finale politicamente corretto). Io non sono un sostenitore dell'idea del Reddito di Base (RdB) ma dello spirito del tempo che lo propone come giustizia. La giustizia se è davvero giusta è dimostrabile. Ma solo da un pensare che non perde la sindéresi (sede del giudizio critico). Quando il giudizio critico è sostituito dal pregiudizio ideologico domina l'avversione e prende il sopravvento l'odio per il non conforme all'imbecillità gregaria.
 

Renato (R): [23/02/2010 13:52] Mi spiace. Certo comprendo che i libertari, in nessun caso di questo mondo, possano accettare proposte riguardo RdB o simili. Il giusnaturalismo è universale e indipendente dal "tempo"....

 

N: [23/02/2010 16:38] Non è così. Perché ciò che è indipendente dal tempo è morto o mai nato (o è mera ideologia astratta in quanto atemporale, fuori dal tempo). Tutto il vivente è collocato nel tempo. Il giusnaturalismo è universale anche per me. Ma è casomai testimonianza che il RdB appartiene ad esso ed al procedere della giustizia (tsedakà in ebraico) nel tempo. Ti allego una mia pagina del 2005 che poi ho rimosso dal web (in quanto non credo più alla civiltà - dunque anche al concetto di cittadinanza - in quanto ciò che si crede civile non tiene conto del giusnaturalismo, ma anzi poggia ancora una volta sul civis romanus costituito mitologicamente dal fratricidio - Romolo che ammazza Remo - e dalla rapina - sequestro di persona: ratto delle sabine). Lo ripubblicherò. Quanto segue è invece un carteggio di un comunista sedicente intenditore di Steiner che mi sputacchiò esattamente come ha fatto il tuo gruppo. Ovviamente è uno dei tanti sputacchiamenti che ho ricevuto in nome dell'individualismo etico che anche voi avete dimostrato di non saper o voler accettare... Per esempio uno dei primi comunisti rifondazionisti a screditare (tramite un post del 06/04/2004 in un forum di filosofia intitolato "La montagna Atlantide di Nereo partorisce il lemure liberista"; dunque mi dava del liberista quando io non sapevo neanche cos'era il liberismo) quanto dicevo sul RdB, ha usato egli stesso con tanto di copyright quei contenuti ("Oltre il lavoro salariato: il reddito di cittadinanza tra utopia e realtà" Copyright © 2006 Italo Nobile"). Dunque...
Anche a me dispiace. Ma per voi non per me. Perché dovrete ritornare sui vostri passi se volete essere onesti con voi stessi. Se invece volete un mondo basato sull'ideologia o su dogmi di pensiero atemporali dimostrate solo di volere un paradiso in terra esattamente come i comunisti.
 

R: [23/02/2010 17:04] Normalmente non faccio filosofie argute o cose simili, però questa è la ma umile opinione. La forza di gravità è fuori dal tempo? Una legge di natura era sacra 1000 anni fa come lo sarà tra altri 1000 e ciò indipendentemente dal fatto che le persone la considerino come tale, tanto quanto la forza di gravità. Uscire per strada e uccidere il primo che ci passa davanti senza alcun motivo è un crimine oggettivo, ieri, oggi e domani e se pure il 100% della popolazione mondiale non lo considerasse un atto illegittimo, lo sarebbe comunque, in sé. Ciò, non perché lo dico io, ma perché determinate cose (diritti naturali?) sono deducibili, dimostrabili e oggettivi.

 

N: [23/02/2010 18:41 ] Ma tu quanti anni hai? Te lo chiedo perché non ho ancora capito se stai ironizzando o se fai le domande con sincerità. Cioè: non capisco davvero perché mi scrivi queste cose. Io non ho mai detto, non dico, e mai dirò che il diritto naturale NON sia oggettivamente percepibile e quindi scientificamente dimostrabile. Ma la concreta forza di gravità rientra nello spaziotempo. La sua misurabilità no. Penetrare lo spazio e incontrare il fluire del tempo può farlo solo chi non si illude di liberarsi dalle condizioni sensibili portandosi oltre uno spazio e un tempo, ritenuti reali perché misurabili. La realtà dello spazio e del tempo non è misurabile. La si attinge superando non determinate forme del misurare, ma superando il misurare stesso, in base alla consapevolezza di come e perché il misurare dovette sorgere, e di cosa l’io chiese attraverso il racchiudere in misure la sostanza del suo eterno cercare. Solo questo eterno cercare giustifica, come verità, il misurare le visioni transitorie di ciò che supernamente sono lo spazio e il tempo. Una legge di natura sacra 1000 anni fa e ancora fra altri 1000 è valida come la forza di gravità solo se entrambe sono immerse nello spazio e nel tempo. In astratto, cioè fuori dallo spazio e dal tempo non si da’ gravità, né legge alcuna. Anche il cannibalismo è per il cannibale cosa buona e giusta 1000 anni fa come oggi. Questo per me non può essere una ragione per mangiare un mio simile. Lo sarà forse per chi crede che l’astratto domini il concreto. Ma quelli che ragionano così sono dei pazzi! Herbert Spencer (1820-1903) citava spesso, a questo proposito, due gruppi etnici polinesiani, i “figiani” ed i “samoani”: i figiani praticavano il cannibalismo perché, avendo una concezione materialistica dell'anima, ritenevano di poter acquistare le qualità del nemico ucciso in guerra, mangiandolo, e perciò ritenevano immorali i samoani perché non adottavano quella pratica, oltretutto anche perché “sprecavano stupidamente” abbondanti quantità di “carne”. Già in base a questa premessa, bisognerebbe allora - secondo la logica di chi ragiona astrattamente - chiedersi se, in applicazione del principio della libertà religiosa, possa ammettersi il cannibalismo nell’organizzazione sociale? Forse chi ragiona così non sa in se stesso che il cannibalismo, in senso giuridico, non è accettabile come religione perché incompatibile con la libertà religiosa di chi, non accettando il cannibalismo, ha diritto ‘a non essere mangiato’? Ripeto: schi ragiona così è pazzo scatenato. È una questione psichiatrica. Non credo che tu sia una persona così. Ecco perché non capisco perché insisti con il giusnaturalismo atemporale o astratto.
Altro esempio di ragionamento astratto: se in un gruppo di dieci cannibali, uno solo è grasso, e i nove magri promulgano la sacra legge di mangiarlo, dal punto di vista del gruppo questa legge è da considerarsi giusta in quanto esprime la volontà del gruppo. Questa volontà sarà allora per il grasso l’esigenza di una corte costituzionale che dica di no. Perché senza corte costituzionale che dica no, se il grasso si ribella per non essere mangiato, costoro prima lo accusano di comunismo o di fascismo (come avete quasi fatto voi con me) e poi se lo sbranano… Ma andiamo...
La legge morale reale (individualismo etico) è casomai quella che c’è da sempre. Ed è l'unica legge in cui io "credo". Perché non c’è volontà di gruppo che possa cambiarla. In nome di essa Antigone muore...

 

R: [23/02/2010 20:42] 28 anni in buona fede

 

Il giorno seguente arriva da R questa email (l'ultima):

 

 

N: [24/02/2010 12:26] Quelli che impazziscono di fronte a castori o al RdB non mi interessano (in quanto dimostrano di essere già matti, cioè di basarsi su pensiero debole, anzi quasi morto). Ti prego pertanto di non inviarmi alcunché di questo livello. Lo stesso dicasi per la psicanalisi sulla cocaina di Freud e la teoria di Einstein sulla relatività o sul tempo. Il qui lo dico (velocità assoluta della luce) ed il qui lo nego (teoria della relatività), così come l'inconscio che per definizione è inconoscibile (qui lo dico), ma non per Freud (qui lo nego), sarebbe meglio lasciarli al comico Panariello (un po' di qui e un po' di là) o a Veltroni (questo ma anche quello). Chi vuole sragionare per avere ragione a tutti costi è libero di farlo, però non venga a sottopormi la sua stoltezza come saggezza. Non scherziamo? Non te la prendere? Ma per carità. Semplicemente non voglio avere a che fare con antilogici.

 

Eccoci giunti alla fine del "dibattito"... Credo che la conclusione di questo dibattito sia racchiusa nel libro "La città volontaria" (Ed. Facco). Per chi lo saprà vedere, esso potrebbe essere detto un libro antroposofico (o di supporto storico alla scienza spirituale antroposofica) perché dimostra attraverso dati storici ciò che la scienza dello spirito e "La filosofia della libertà" affermano attraverso la consapevolezza dell'universalità del pensare.

 

Forse ritornerò su questo argomento.

 

Perché tanto i pesci rossi quanto i pesci neri della pescitudine (1), soprattutto quelli guizzanti via dal presente per rifugiarsi nell'ideologia di idee senza un benché minimo contenuto connesso al mondo reale, o in mere parole, scelte per dimostrare a sé o al branco la propria fede gregaria, e quindi la propria capacità dialettica fatta appunto della "magia" della neolingua, dovrebbero davvero imparare a nuotare nell'acqua della vita. Non nel trasudato psichico dell'ideologia del branco. Lo sgusciare dai problemi alle diatribe è infatti una magia da superare, in quanto provoca solo tensioni e tutt’al più rimozioni dei problemi, non risoluzione degli stessi. Il problema è che costoro sono persone spente, che sanno solo spegnere qualsiasi idea che non sia spenta, cioè ideologizzata, come appunto quelle che li fanno muovere ma solo nella lingua. Ecco perché li chiamo "pesci mauro" o "don mascella": per via della loro mascella preminente...

 

NOTE

(1) Vedi su questo concetto: http://forum.wineuropa.it/forum/read/75.html; cfr. anche: "Marx-superstition", "Pensieri sociali per il 2010", "Homobestia song", "Caratteristiche del pesce mauro", "Don mascella", "Risposta a un pesce".