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Reddito di Base
Trascrizione del video n. 1
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Il film
"Grundeinkommen" (Reddito
di Base"):
http://reteredditoumbria.noblogs.org/post/2009/06/18/grundeinkommen-il-film-in-italiano
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GRUNDEINKOMMEN
Reddito di Base (RdB) - un impulso culturale. Un film di Daniel Häni e Enno Schmidt Un reddito è come aria sotto le ali. Con il RdB il reddito diventerebbe un diritto civile. benvenuti sulla Terra. Oggi praticamente tutti hanno un reddito. Altrimenti non potrebbero vivere. La questione è: a quali condizioni? Il reddito delle persone oggi da dove proviene? In germania il reddito di 4 cittadini su 10 proviene da un lavoro retribuito, un lavoro con cui ci si può "guadagnare" da vivere - si tratta cioè di redditi da lavoro. Circa 3 su 10 - soprattutto bambini e gikovani - percepiscono il loro reddito dai familiari. 2 su 10 vivono della propria pensione. E meno di 1 su 10 vive di indennità di disoccupazione o assistenza sociale. Tutti i redditi provengono dall'economia. Ma solo il 41% della popolazione svolge un lavoro retribuito. Tutti gli altri hanno |
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redditi di altra natura, cosiddetti "redditi di trasferimento", redditi non legati direttamente ad un'attività lavorativa.
Un RdB non dovrebbe esserci quindi del tutto estraneo. Ci è
nuova la sua incondizionabilità.
Ma gli odierni presupposti per un reddito - sono al passo coi tempi?
Peter Ulrich: se non siamo del tutto ingenui dovremo tenere conto del fatto che
il mercato del lavoro in futuro non potrà più soddisfare la richiesta di
integrazione sociale per tutti gli individui. E se escludiamo la seconda
opzione, il RdB, questo ci costringe a puntare tutto sulla carta della "crescita
economica", a qualunque prezzo. È questa la logica dell'odierna realpolitik.
Dall'estrema destra all'estrema sinistra, tutti invocano la crescita economica.
Si pensa cioè in termini di quantità precludendosi la possibilità di ideare
modelli organizzativi nuovi, e di maggiore qualità per la nostra società.
Del resto oggi "crescita economica" non implica più un automatico aumento dei
posti di lavoro.
A conti fatti è vero l'esatto contrario.
Uno dei presupposti per la crescita economica continua però ad essere una
domanda con potere d'acquisto. Questo significa che la gente deve avere soldi in
tasca.
Cosa pensa del RdB Klaus Wellershof, capo economista del maggiore gestore
patrimoniale e di una delle più grandi banche del mondo?
Klaus Wellershof: garantire alle persone un sostegno incondizionato? È un
principio di cui sono convinto, sul lungo termine andrà ad affermarsi, dovrà
affermarsi, ma che incontra notevoli difficoltà davanti alle numerose pretese e
rivendicazioni all'ordine del giorno.
Quali potrebbero essere queste pretese? Forse quella di mantenere posti di
lavoro? Tutti i politici vi insistono. Ma intendono davvero l'occupazione? O
piuttosto le entrate fiscali? Vogliono forse impedire che ancora più gente
attinga alle casse sociali o che le spese pubbliche esplodano?
Peter Ulrich: tuttavia non è tanto lo "Stato malvagio" a causare l'esplosione
dei costi, quanto gli esiti di una storia di successo, il cui motore si chiama
"razionalizzazione". Che ha luogo anche davanti alla porta di casa (basta
osservare ad esempio la tecnica usata oggi applicata al camion di raccolta dei
rifiuti).
Immaginiamo come proseguirà questa storia di successo...
"Che lavoro farebbe, se non dovesse preoccuparsi del Suo reddito?" Una domanda
che si impone, con l'idea de un RdB.
Esistono vari modelli per un RdB. In comune hanno la definizione del network
tedesco per il RdB: un RdB è un reddito incondizionato spettante ad ogni
singolo membro di una comunità politica. Essa comprende 4 criteri : 1) garantire
la sussistenza e consentire la partecipazione sociale; 2) rappresentare un
diritto individuale; 3) erogazione senza accertamenti sulla situazione di
bisogno; 4) non comportare un obbligo a lavorare.
Teniamo però i piedi per terra.
Il RdB non per tutti significa più denaro. Non proviene dall'alto, e non si
somma ad altro, bensì fluisce organicamente nel reddito esistente. Il reddito da
lavorto diminuisce. L'ammontare del reddito complessivo non cambia, cambia
invece la sua composizione.
Il RdB è una nuova forma di reddito. NON È UN SALARIO MINIMO. Non è un compenso
per qualcosa. Non è vincolato ad un'attività lavorativa. È VINCOLATO ALLA
PERSONA! Indipendentemente dalle circostanze.
Sascha Liebermann: A DIFFERENZA DEL COMUNISMO, CHE SOFFOCA L'INDIVIDUO, E DEL
LIBERALISMO DI MERCATO CHE VUOLE ABBANDONARE L'INDIVIDUO A SE STESSO, il RdB
chiede sicurezza esistenziale per creare un massimo grado di libertà - per
lasciare all'individuo la scelta.
Ciò però richiede una garanzia di reddito. Che naturalmente deve essere tanto
alto da consentire effettivamente la rinuncia ad un lavoro rettribuito.
Poter rinunciare è un presupposto per potersi incontrare alla pari.
Gran parte di chi oggi vive di assistenza sociale, con un RdB non ne dipenderà
più. Il RdB SOSTITUISCE PRESTAZIONI STATALI FINO AD UN IMPORTO PARI AL PROPRIO.
Solo là, dove tale importo risultasse insufficiente verrebbero erogati sussidi
aggiuntivi.
Con un RdB, più soldi in tasca li avrebbe solo chi oggi ne ha meno. Soprattutto
bambini e giovani, cioè le famiglie. E chi oggi ha una pensione troppo bassa,
lavoratori precari, e liberi professionisti che si riducono all'osso -
lavorando.
Il RdB elimina la povertà e dona maggiore stabilità al ceto medio, grazie ad una
base sicura. Libera dalla paura della vecchiaia. Non è denaro che gli uni danno
agli altri, per poi giudicarti. Non è un aiuto tardivo per le emergenze, quanto
una prospettiva - per tutti quanti. Il RdB non presuppone un'umanità migliore.
Non risolve nemmeno i problemi - Non con i soldi. Ma rende attuabili più
soluzioni - attraverso le persone.
Thomas Paine fu il primo sostenitore dei diritti dell'uomo, e uno del padri
fondatori degli stati uniti d'America. "United States of America", questa
definizione è sua. Il suo scritto "Common sense" ("Buon senso") ispirò la
dichiarazione d'indipendenza delle colonie nordamericane dalla corona
britannica. Le sue idee influenzarono profondamente la prima costrituzione
democratica del mondo.
Wolfgang Roehrig: noi riteniamo che le seguenti verità siano evidenti: "che
tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro
Creatore di alcuni diritti inalienabili, fra cui: il diritto alla vita, alla
libertà e alla ricerca della felicità".
"Rights of Man", "Diritti umani". Un'idea pazzesca all'epoca. Ma anche oggi.
Stessi diritti per tutti in quanto esseri umani!
- Che idea insensata: i diritti sono una prerogativa di chi dispone di
proprietà! Tutti gli altri non saprebbero cosa farsene - se non diventare
sfacciati!
Diritti umani? Ma questo significherebbe eliminare anche la schiavitù. E chi ci
laverebbe i piatti poi? Chi farebbe tutto quel lavoro faticoso e poco amato, che
non vogliamo pagare né apprezzare adeguatamente?
Simili timori possono sorgere anche oggi.
Per esempio davanti al RdB: l'economia collasserebbe, si pensa, la società
finirebbe nel caos.
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