Caratteristiche del pesce mauro
il neogiacobino del 2010
Il neogiacobino del 2010 è l’uomo della
pescitudine (cfr. il concetto alla pagina
http://forum.wineuropa.it/forum/read/75.html). Ho spesso chiamato questo tipo
umano
“pesce mauro” o "supernoise" per il rumore che fa... con la
mascella da parassita... ma soprattutto perché in effetti esiste veramente questa specie ittica,
caratterizzata dal possedere una mascella sproporzionata rispetto al suo corpo.
Per cui ho associato queste caratteristiche alla pescitudine del politico
attuale, cioè del parassita vero e proprio.
Per il pesce mauro, il partito è detentore della verità, avanguardia della classe operaia, e coscienza stessa di tale classe: il partito rappresenta sempre gli interessi della classe, anche quando nella coscienza dei singoli i suoi obiettivi e le sue decisioni non trovano alcuna rispondenza.
Intendendo la storia come processo indirizzato verso il fine della libertà, del benessere e dell'emancipazione di tutti gli uomini, il pesce mauro si crede in diritto, anzi in dovere (kantiano), di liquidare con la forza chiunque faccia ostacolo a questo corso delle cose. Quindi non ha scrupoli nel reprimere uno, mille, centomila o milioni di uomini quando ne vada del riscatto dell'intera umanità. Ed è proprio questo l'aspetto del suo misticismo: un fondamentalismo ideologico e religioso ma secondo una religione senza Dio o darkness religion: l'economia keynesianamente concentrata nelle mani dello Stato.
Un'altra questione importante della visione pescitudinaria è quella dell'abolizione della proprietà privata. Il pesce mauro vede infatti nella proprietà privata l'origine di ogni male, delle differenze sociali tra ricchi e poveri, e la causa dello sfruttamento di classe e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Quindi egli si batte alacremente per estirpare questa radice del male nel mondo. Il pesce mauro vuole dunque abolire la proprietà privata e sostituirla con la proprietà pubblica di tutti i mezzi di produzione. È un po’ quello che vogliono i signoraggisti odierni quando vogliono statalizzare la “banca d’Italia”, come se lo Stato non l’avesse già anche troppo “italianizzata” attraverso S.p.A. private con scopo di lucro, truffando tutti gli italiani, e facendo credere il contenuto del genitivo “d’Italia” come vero.
Il pesce mauro vuole dunque tutta l'economia concentrata così nelle mani del potere pubblico, cioè dello Stato, in modo da eliminare la competizione, la concorrenza degli uni verso gli altri, il mercato, la guerra di tutti contro tutti, cioè il “bellum omnium contra omnes” e l'“homo homini lupus” di hobbesiana memoria.
Lo Stato, secondo il pesce mauro, dirige l'economia secondo un piano teso all'interesse di tutti, realizzando così non l'interesse particolare dell'imprenditore privato, bensì il bene comune.
Sulla base del monopolio statale dell'economia, il pesce mauro si erge così a dirigere la vita dell'intera società: il partito, unico detentore del potere politico ed economico.
Nonostante il fallimento sensibile di questa impostazione di pensiero in quanto poggiante su un’analisi che non ha trovato alcuna conferma negli eventi storici, questo neogiacobino del 2010 si comporta di fronte agli eventi della storia come la scimmia che non vede, non sente e non parla. Muto come un pesce, appunto.
Questo pesce puzza molto in quanto, essendo stantio, ragiona in ritardo di secoli.
Ciò che infatti determinò il fallimento di questa impostazione di pensiero, cioè di questo mastodontico errore in cui egli tuttavia persevera fu che l'economia collettivizzata si rivelò un fallimento, in quanto ridusse alla fame il mondo contadino, espropriando, deportando e massacrando i piccoli e medi coltivatori, e concentrando ogni sforzo nella creazione di una grande industria pesante che fu finalizzata, sin dall'inizio, alla produzione di armamenti per trasformare lo Stato in mera potenza militare e lasciando languire nella più totale arretratezza l'industria leggera destinata a produrre beni di consumo per l’organismo sociale. Ciò avveniva in quanto nella realtà di tutta la storia umana la guerra è sempre stata la salute dello Stato. Ed il risultato fu pertanto che lo Stato non può che divenire perennemente militare e basato su un organismo civile arretrato e condannato al sottosviluppo.
A questo sfacelo si aggiunsero le conseguenze della dittatura del partito unico, basato sull’odio verso i non proletari (“Proletari di tutto il mondo unitevi”, sottinteso: “contro coloro che proletari non sono”!).
Alla base di questa prassi c'è l'idea che chi la pensa diversamente è un nemico da eliminare, un ostacolo che si frappone al raggiungimento del fine ultimo: il paradiso in terra, la perfezione!
Il crollo di questa “unione” di pesci odianti avvenne non per colpi provenienti dall'esterno, ma per implosione, cioè per la propria immanente debolezza, vale a dire per l'irrazionalità intrinseca del pensiero debole su cui si basava, provocando la paralisi progressiva di ogni capacità produttiva.
Non mi dilungo più di tanto.
Dico solo che per combattere l’orrore di queste abitudini di pensiero della pescitudine occorrono nuove abitudini di pensiero, poggianti innanzitutto sulla capacità di percepire la differenza fra l’"uomo esemplare della specie", e l’"uomo individuo".
Il pesce mauro di ieri e di oggi confonde infatti l’individuo con la specie per un vuoto culturale, che bisognerebbe riempire.
Rimando a questo proposito il lettore alla mia traduzione di “Individuo e specie” di Rudolf Steiner.
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